Ela Siromascenko e le sue spose, una storia di moda, passione e duro lavoro

INTERVISTE

Impegno e dedizione, due costanti che muovono l’ago e il filo sugli abiti delle sue spose. Ela Siromascenko ha fatto della sua passione un lavoro, in cui testa, cuore e mani costituiscono un insieme inscindibile. Scopriamo perché 

Ho scoperto Ela Siromascenko un paio di anni fa grazie a una ricerca su Google. Sposa, abiti e handmade sono state le parole che hanno fatto spiccare in questo infinito mare virtuale il suo nome, accendendo così la lampadina della mia curiosità. Ma chi è e cosa fa questa ragazza con la quale condivido le stesse origini? Nata a Constanta, una bellissima città della Romania che si affaccia sul Mar Nero, Ela è approdata in Italia per amore.

La sua è una storia che dimostra come a volte la vita prenda una piega ben diversa da quella che avevamo progettato, di come a volte sia necessario guardare in un’altra direzione per scoprire che il futuro è davvero nelle proprie mani. Le stesse mani che rappresentano il motore del lavoro di Ela, che nella storia della sua vita professionale muovono ago e filo da prima con fare incerto, per poi acquisire sempre più esperienza. Così dai tutorial di Youtube e i libri di cucito, i primi capi d’abbigliamento creati per sé, la troviamo oggi nel suo atelier personale in via Piero della Francesca 81, a Milano. Un piccolo paradiso per tutte quelle spose che desiderano abiti unici, creati su misura, rispondendo a tutte le esigenze che solo una donna che sta per pronunciare il fatidico sì può avere. Il all’abito di Ela.

La stilista Ela Siromascenko

 

Come è nata la tua passione per la sartoria?

La mia passione per la sartoria è nata quando ero bambina, ed è iniziata da quando ho visto la macchina da cucire a pedale di mia nonna. Era una vecchia macchina degli anni 50, che lei usava per fare più che altro biancheria per la casa. Stava lì esposta nel suo salone nella casa del piccolo paesino dove viveva, eppure nessuno mi ha mai insegnato ad usarla. Quando non mi vedevano, mi piaceva schiacciare il suo pedale e vedere come si muoveva e sentire il rumore che faceva, ed immaginavo come sarebbe bello cucire per davvero. All’epoca, giocavo con le bambole con la mia migliore amica, facendo dei vestitini con i pezzetti di tessuti che “rubavamo” alle nostre madri, tessuti che loro tenevano ben custoditi come degli oggetti preziosi negli armadi, per farsi fare dalle sarte dei vestiti quando l’occasione si presentava. E allo stesso tempo, mi piaceva molto disegnare degli abiti, che erano sempre e solo “da principessa”.

A cosa ti ispiri nel processo creativo e poi nell’effettiva realizzazione dei tuoi abiti? 

Il mio processo creativo parte spesso dal tessuto, dalla sua struttura, e da lì immagino in che tipo di abito le caratteristiche e le decorazioni del tessuto potrebbero essere valorizzate al massimo. Ultimamente sono molto affascinata dai tessuti decorati con applicazioni 3D, fiori, perline, paillettes, che si possono ritagliare, scomporre e re-applicare per creare un disegno unico una volta finito l’abito. Seguo molto anche le tendenze sposa e cerimonia a livello internazionale e cerco di essere “al passo” con esse mantenendo comunque una linea dall’aspetto vintage e romantico. I posti, gli stati d’animo e la personalità della donna che immagino come indossatrice “ideale” di un certo abito o di una collezione sono anche essi fonti d’ispirazione, per esempio alcune collezioni hanno avuto come tema la città di Napoli di cui sono follemente innamorata, e la donna napoletana come esponente di una certa passione, gioia di vivere ma allo stesso tempo drammaticità, nostalgia, malinconia.

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Foto Credits: Sabrina Cirillo

Come definiresti lo stile delle tue creazioni e cosa le accomuna?

Decisamente vintage, romantico, una specie di eleganza senza tempo. Quando ho iniziato, sono partita con lo stile degli anni 50, poi ho esplorato in ogni collezione ed in ogni modello nuove ere, dagli 60’s al Settecento, dalle influenze barocche all’Edwardian, e non ho intenzione di fermarmi qua. Non mi reputo antiquata o ancorata nel passato, ma l’ispirarsi ad esso con il tocco moderno che i nuovi tessuti, le nuove decorazioni e le nuove tecniche di costruzione offrono, apre delle possibilità creative praticamente senza limiti.

Ti arrivano richieste da tutto il mondo e le tue clienti sono diverse tra loro per nazionalità, forma fisica e gusto. In che modo riesci a trovare una sintonia con loro, esaudendo così i desideri più svariati delle spose in fatto di abiti?

La comunicazione è la chiave in tutto ciò. Sembra scontato, ma parlando a fondo con la sposa di come immagina il suo matrimonio nell’insieme, in termini di tema, atmosfera, e stile, si riesce ad avere l’idea del tipo di abito che desidera. Sempre parlando e (distanze permettendo, quando lei viene in atelier) provando gli abiti del mio campionario, si riesce anche a capire quali parti della sua corporatura lei vuole mettere in risalto, cosa la fa e cosa non la fa sentire a suo agio. Quando sono lontane e non possono venire di persona, mi faccio mandare anche delle fotografie per capire che tipo di corporatura hanno. Se scelgono uno dei miei modelli tale e quale, è semplice, realizziamo quello, magari con piccoli accorgimenti tipo la lunghezza delle maniche, la profondità della scollatura, l’ampiezza della gonna.

Se si tratta della creazione da zero di un modello personalizzato, dopo aver capito lo stile e l’idea generale dell’abito, parto con l’elaborazione di uno o più bozzetti, che la sposa approva oppure tra cui sceglie il modello che preferisce. Insieme ai bozzetti elaboro anche una selezione di materiali, pizzi, ricami, tonalità tra cui poi lei sceglierà quella finale. A volte delle idee nuove nascono anche in fase di prova, per esempio ho avuto una sposa con la quale siamo partite con uno dei miei modelli smanicati e alla prima prova abbiamo deciso insieme di aggiungere delle maniche a 3 quarti nello stesso pizzo del corpino. Con un’altra, alla seconda prova abbiamo deciso di aggiungere un velo tempestato delle stesse applicazioni che ci sono sull’abito. Con un’altra ancora, all’ultima prova abbiamo deciso di lasciare l’orlo asimmetrico invece di tagliarlo dritto, perché asimmetrico stava meglio col tema del suo matrimonio esotico in spiaggia, e così via.

Foto Credits: Chiara Natale

A proposito di spose. Ricordi qualche episodio particolare legato a una di loro?

Su questo potrei scrivere un libricino di racconti. Il rapporto lavorativo con una sposa, per la natura dell’abito e dell’evento al quale è destinato, è sempre lungo, di solito qualche mese, e comunicando regolarmente con la sposa, per email o di persona, si arriva a sapere un po’ tutto quello che c’è dietro al matrimonio o alla sua storia. Nel caso delle spose con cui lavoro di persona in atelier, si arriva a conoscere anche alcuni dei suoi familiari, che l’accompagnano alle prove e al ritiro. Tra gli episodi particolari che mi sono rimasti in mente, potrei menzionare:
Il marito di una sposa di Washington che, anche se non avevamo comunicato prima, dopo il matrimonio mi aveva scritto per ringraziarmi perché sua moglie con il mio abito era “come un angelo”;
La mamma di una sposa di Lodi che vedendo sua figlia con l’abito all’ultima prova non è riuscita a trattenere le lacrime;
La sposa che dopo essere stata fidanzata con un uomo per 10 anni, si è lasciata a Dicembre scorso, e a Gennaio era fidanzata con l’attuale, che ha sposato a Settembre. Tanto di cappello per il coraggio di rialzarsi e cogliere l’attimo;
La sposa americana che mi ha specificato che l’abito deve assolutamente NON essere trasparente, perché il matrimonio si svolgerà in prigione e anche con la minima trasparenza non la faranno entrare.

Una nuova collezione sposa in arrivo. Come nasce e a che tipo di donna si rivolgerà?

La nuova collezione nasce come una continuazione della linea iniziata con la collezione 2016, avendo come protagonisti i tessuti vaporosi come l’organza di seta ed il tulle, le applicazioni in rilievo ed i pizzi, e le linee “principesche” con corpini stretti, corsetti rigidi e ampie gonne con strascico. Le perline fini, le paillettes e le cascate di fiorellini e farfalline in chiffon impreziosiscono il tutto, e la collezione è rivolta ad una donna sognatrice e romantica, ad una donna che si immagina principessa nel giorno del suo matrimonio ma senza risultare né scontata né eccessiva. Per la sposa spirito libero e moderna invece, ho pensato una serie di outfit a due pezzi, con top e gonna, e non mancano un paio di modelli corti, stile anni 50, perfetti per un matrimonio in comune.

Foto Credits: Bottega Incontroluce

Che consiglio hai per chi vuole seguire il tuo stesso percorso, inventandosi un mestiere, o meglio, seguendo fino in fondo le proprie passioni (anche quelle più nascoste)?

Penso che la frase “inventarsi un mestiere” è spesso malintesa. È una frase che illude chi vuole cambiare strada pensando che ci si possa mettere a fare un lavoro improvvisandosi con zero studio o pratica nel campo, ed è una frase che offende chi quel lavoro lo fa dopo anni di studio e pratica. È una frase che è stata usata molto nei media che hanno parlato di me, magari perché quando io ho iniziato, il fatto di vendere abiti fatti a mano su misura online in tutto il mondo era una cosa piuttosto nuova e poco comune per il pubblico italiano. Ora non è più una novità, e con l’esperienza di questi anni (se ne sono compiuti 4 da quando ho aperto il mio primo negozio online, e 1 da quando ho l’atelier in città) mi sento di dire questo (che è una cosa che un paio di giorni fa ho pubblicato in un post su Facebook):
Sì, non ho un diploma, o una laurea, in questo campo. Ho fatto un corso di sartoria serale per un anno mentre stavo già lavorando. E da qualche mese prendo lezioni private con una maestra meravigliosa per poter dar vita a delle idee sempre più complicate. E sono stata affiancata da collaboratrici che invece il diploma e la laurea nel campo, ce l’hanno, e tanti degli abiti che sono usciti da queste porte sono stati fatti non a 2, ma a 4, e a volte a 6, mani. E studio, studio, studio, cavolo se studio, sempre.[…] Non voglio far passare il messaggio “improvvisatevi”. Certo, sarebbe piaciuto pure a me laurearmi in moda o diplomarmi in sartoria o tutte e due. Sarebbe stato ottimo, perché avrei avuto un bagaglio di conoscenze che mi avrebbe preparato per molte delle particolarità di questo lavoro, che ho imparato e sto imparando sbattendo la testa contro tutti i muri, ogni giorno. Ma per me semplicemente non è stato possibile. Se potete, non fate come me. Fate le cose nell’ordine giusto, è più semplice, più logico e più produttivo. Ma se l’occasione si presenta, se un sogno per via dei fatti che succedono inaspettatamente sta iniziando a diventare realtà, abbiate il coraggio di cogliere l’attimo, di buttarvi e di impiegare tutte, e dico TUTTE le energie per farlo funzionare, preparatevi anche a dei piccoli fallimenti, e a mettervi in discussione ogni giorno, e ad assorbire conoscenze come una spugna.

 

Credits Foto immagine di copertina: Sabrina Cirillo

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